con Jacopo Orsolini e Lorenzo Palmieri
burattini: Natale Panaro su bozzetti di Erica Artei
musiche: Elia Lanciotti, Giordano Mariozzi, Lorenzo Palmieri
regia: Massimiliano Venturi

Durata: 50 minuti
età consigliata: per tutti
tecnica utilizzata: burattini in baracca e attori


Lorenzo Palmieri e Jacopo Orsolini approfondiscono lo studio e la ricerca delle testimonianze su Mengone Torcicolli, unica maschera marchigiana documentata nelle cronache storiche e popolari, con l’intento di darle nuova vita grazie al linguaggio del Teatro di Figura, ed in particolare del Teatro di Burattini con elementi di teatro d’attore. 
Mengone, originario di Monte San Pietrangeli (FM), vide la luce tra 1816 e il 1859 per idea di un letterato e carbonaro locale, Andrea Longino Cardinali, e calcò la scena del Teatro di Marionette di un brillante artigiano tuttofare, tale Pacifico Quadrini, che in quel periodo presentò i suoi spettacoli girovagando per tutte le Marche e non solo, facendo divertire grandi e piccoli, per poi finire nel dimenticatoio (probabilmente perché dopo la sua scomparsa nessuno ne raccolse l’eredità artistica). Studiando le dieci commedie ancora conservate, Orsolini & Palmieri rimangono affascinati dall’enorme patrimonio storico e culturale, e dalla possibilità di farlo rivivere. Dalle commedie traspare ben chiara l’immagine di un Mengone comico e divertente, concreto e schietto fiero portatore di tutte le caratteristiche del costume e dell’immaginario popolare marchigiano. Ma Mengone è molto di più: non rappresenta semplicemente un comune carattere delle maschere della Commedia dell’Arte, bensì assume il valore di un tipo umano, emblema vivente non solo di un personaggio, ma di un intero popolo.

Nella spettacolo di Orsolini & Palmieri calcano la scena un Presentatore sgangherato e un Burattinaio maldestro, che si ritrovano a dover azzerare la conta del tempo, e da un vecchio baule riesumano e portano a nuova vita tutti i personaggi delle commedie di un tempo. Come nei più classici canovacci burattineschi la storia si apre con il rapimento di Lisetta, giovane moglie di Mengone, ad opera del Brigante Mastrilli e del suo compagno TempestaMengone tenterà di tutto per ritrovare la sua sposa, si avverrà dell’aiuto dell’abile Rugantino, cavalcherà uno strano Somaro e si scontrerà con una perfida Fattucchiera. La ricerca coinvolgerà tutti, dentro e fuori dalla baracca, persino in platea.

RECENSIONI:

a cura di Mario Bianchi
Festival “I Teatri del Mondo”, Porto Sant’Elpidio, 2010

I giovani Jacopo Orsolini e Lorenzo Palmieri, provenienti dalla factory di Arrivano dal mare, allestiscono uno spettacolo di burattini alla vecchia maniera per restituire al presente dalla memoria la figura di Mengone Torcicolli,l’unica maschera marchigiana documentata dalle cronache popolari di questi luoghi e creata all’inizio dell’ottocento da Andrea Longino Cardinali e dal burattinaio Pacifico Quadrini.
In modo divertente e scanzonato, ma nello stesso tempo rigorosamente legato alla tradizione, la giovane compagnia marchigiana ripropone le avventure di questo eroe dimenticato, immettendolo in una storia che contiene tutte le esemplarità del canovaccio burattinesco: dal rapimento della moglie del protagonista Lisetta per opera del cattivo di turno il Brigante Mastrillu, alla presenza di un astuto aiutante, Rugantino maschera già conosciuta in altri contesti, trasformato in asino, sino alla completa vittoria contro la perfida fattucchiera . Il tutto proposto in divertente sintonia da un presentatore sgangherato e da un burattinaio maldestro . Operazione riuscita e condotta con un ritmo ancora da oliare ma già ben congegniata e di sicuro successo.